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Vitamina D: Le fonti

Vitamina D Le fonti

 

La struttura chimica di questa importante molecola rimase sconosciuta fino agli inizi degli anni ’30 del secolo scorso, quando Otto Reinhold Windaus, ne associò la struttura, dopo diversi studi, agli steroli e alla loro relazione con le vitamine.

Questa scoperta valse il premio Nobel per la chimica nel 1928.

Ma soltanto nella metà del secolo scorso, fu dimostrato che questa importante molecola è un pro-ormone e non una vitamina vera e propria.

Attualmente col termine di vitamina D viene identificato un gruppo di molecole liposolubili simili dal punto di vista chimico agli ormoni steroidei, in cui possiedono la stessa struttura.

 

 

Le fonti di vitamina D

La maggior fonte della vitamina deriva dalla sintesi cutanea per esposizione alla luce solare, mentre la dieta fornisce circa il 20% del fabbisogno.

L’esposizione della cute ai raggi solari determina la conversione del 7-deidro-colesterolo in pre-vitamina D3, rapidamente convertita da un processo temperatura-dipendente in vitamina D3 (colecalciferolo).

La massima produzione di vitamina D è raggiunta dopo 10-15 minuti di esposizione solare in estate.

Tuttavia, la sintesi cutanea è influenzata dalla stagione, dalla latitudine, dall’uso di schermi solari, dallo stile di vita, dalle caratteristiche della cute ed estensione della superficie cutanea esposta al sole, e dall’età (nei soggetti di età superiore ai 70 anni è fino a quattro volte inferiore rispetto a quella osservata a 20 anni).

Le due principali forme della vitamina sono la vitamina D2 (ergocalciferolo), che è derivata da piante e funghi ed è prodotta attraverso l’irradiazione dell’ergosterolo e dalla vitamina D3 (colecalciferolo), sintetizzata dal 7-deidrocolesterolo negli strati profondi della cute degli animali e contenuta soprattutto nei pesci grassi, olio di pesce, uovo e prodotti caseari.

Tra i pesci di consumo comune, solo salmone e sgombro contengono una quota adeguata della vitamina D.

 

 

Fonti Bibliografiche : Vitamin D, Cognition and Alzheimer’s Disease: The Therapeutic Benefit is in the D-Tails Journal of Alzheimer’s Disease 2016 – Landel et al.

Sviluppi clinici e terapeutici nel trattamento dell’ipovitaminosi D e dell’osteoporosi: ruolo del calcifediolo. Giornale italiano di ortopedia e Traumatologia, 2016 – Tarantino e altri.

 

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