Sostitutivo del pasto: Classificazione ed Etichettatura

Sostitutivo del pasto

 

Nel caso dell’obesità, le istituzioni internazionali, indicano come obiettivo principale non tanto il raggiungimento del peso ideale quanto meno la capacità di gestirsi la dieta.

La gestione della dieta, del proprio regime alimentare, passa per un uso corretto dell’alimento sostitutivo del pasto.

Per stabilire una strategia dietetica opportuna si dovrà tenere conto del grado di obesità e delle eventuali patologie associate, indispensabili però saranno gli approcci multidisciplinari che prevedono un supporto psicologico alla persona, oltre che all’attività fisica personalizzata.

Bisogna però pensare che non esistono prodotti dietetici specifici né tanto meno miracolosi; l’uso di prodotti ipocalorici come dolcificanti o prodotti a basso peso di saccarosio, pur non indispensabili possono rendere meno “amara” la dieta e quindi la conseguente restrizione calorica.

 

Per quanto riguarda il comune sovrappeso o l’obesità lieve, sono stati messi in commercio numerosi prodotti destinati a diete ipocaloriche per la riduzione del peso.

Nessuno di questi prodotti è indispensabile, ma possono tuttavia contribuire, anche solo psicologicamente, all’osservanza di una dieta ipocalorica, educando cosa, come e quanto cibo mangiare.

 

 

I prodotti sostitutivi del pasto

 

Gli alimenti dietetici destinati alle diete ipocaloriche sono regolamentati dal DM n. 519 del 1998.

Tra gli alimenti ipocalorici vanno differenziate due categorie:

  • I sostituenti dell’intera razione alimentare giornaliera;
  • I sostituti di uno o più pasti costituenti la razione alimentare giornaliera.

 

 

 

I sostituenti dell’intera razione giornaliera

 

Questi prodotti devono possedere alcuni requisiti fondamentali:

  • Fornire tutti gli elementi nutrizionali essenziali per la giornata;
  • Avere un apporto calorico compreso tra 800 e 1200 kcal;
  • Presentare la seguente distribuzione nell’apporto di calorie: proteine 25-50%, lipidi < 30%, zuccheri per la rimanente quota;
  • Contenere inoltre 30 g di fibra e il 100% dei valori di vitamine e minerali;
  • Essere utilizzati in un arco di tempo non superiore alle tre settimane senza controllo medico.

 

 

Sostitutivi di uno o più pasti

 

Questi prodotti devono possedere alcuni requisiti fondamentali:

  • Essere integrati con un’opportuna quantità di alimenti;
  • Avere un rapporto calorico compreso tra 200 e 400 kcal;
  • Presentare la seguente distribuzione nell’apporto di calorie: proteine 25-50%, lipidi 30%, zuccheri per la rimanente quota;
  • Contenere almeno 10 g di fibra e il 30% del fabbisogno vitaminico e minerale.

 

 

 

 

Prodotti ad effetto saziante

 

Numerosi sono i prodotti ad effetto saziante presenti in commercio, soprattutto di prodotti a base di fibre solubili, utilizzati per le diete dimagranti.

La fibra più frequentemente utilizzata nei cosiddetti prodotti “ammazza fame” è il chitosano, un polisaccaride ottenuto dalla chitina estratto dall’esoderma di alcuni crostacei marini e dallo zooplancton.

È una fibra solubile e quindi facile al rigonfiamento, il chitosano assunto prima di ogni pasto può attenuare la sensazione di fame.

Altri composti in grado di svolgere una funzione nella sensazione di sazietà sono i galattomannani e la gomma guar, cioè polisaccaridi contenenti mannosio e galattosio estratti dal rivestimento dei semi di alcuni legumi.

 

 

Etichettatura e Pubblicità

 

Non meno importante è consultare e leggere sempre l’etichetta dell’alimento sostitutivo.

Secondo il Decreto del Ministero della Salute del 31 Luglio 2007, l’etichettatura, la pubblicità e la presentazione dei prodotti ipocalorici non devono contenere alcun riferimento ai tempi o alla quantità di perdita di peso conseguenti all’impiego.

 

 

 

Articolo tratto da: Prodotti Dietetici” – Seconda Edizione – di Evangelisti – Restani – Ed.Piccin

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