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Obesità | Cause, Differenze e Rimedi

Obesità | Cause, Differenze e Rimedi

 

Al giorno d’oggi sono ancora molte le persone che considerano l’obesità solo un inestetismo.

E di fronte alla fatica di affrontare diete rigide, fare sport e sacrifici per rimettersi in forma, abdicano, gettando la spugna.

Infatti, circa il 50% degli obesi non fa nulla per ridurre il proprio peso, perché ritiene che si tratti di un’impresa vana e impara quindi a considerare la propria condizione come “normale”.

In realtà, l’obesità è una malattia cronica che deve essere curata per evitare che diventi la causa di altre affezioni ancora più serie.

Questa patologia presenta differenze a seconda dell’età, e dei rimedi.

L’obesità è una malattia tipica dei paesi industrializzati perché è spesso direttamente connessa col benessere e pare che ne soffra circa il 20% della popolazione americana ed europea.

 

L’obesità è una malattia multifattoriale, ma a favorirne la comparsa possono essere:

  • Fattori genetici: sono stati individuati geni responsabili della naturale tendenza a ingrassare;
  • Fattori ereditari: un bambino corre il rischio pari al 30% di diventare obeso se lo è già uno dei genitori e del 70% se lo sono entrambi;
  • Fattori alimentari: un regime dietetico ricco di grassi o di calorie è spesso concausa dell’obesità;
  • Lo stile di vita: legato alla sedentarietà, all’abitudine ad alimentarsi in modo scorretto, alla tendenza a mangiare in continuazione senza rispettare i pasti.

Il pericolo di sviluppare malattie dovute all’eccesso di peso è maggiore negli obesi in cui il grasso si è accumulato soprattutto a livello addominale.

Fattori di rischio quali il fumo, l’ipertensione, la glicemia elevata a digiuno, la familiarità per le malattie coronariche e metaboliche (diabete ed ipercolesterolemia), la sedentarietà e l’età.

 

 

Tipi di obesità

 

L’obesità può essere di due tipi:

  • Obesità primaria – dovuta essenzialmente all’eccesso di calorie introdotte con l’alimentazione;
  • Obesità secondaria – quando è legata ad altre malattie, come per esempio alle disfunzioni di alcune ghiandole(ipotiroidismo). In questo caso, però, è necessario intervenire sulla malattia alla base.

 

Uno dei problemi più gravi, si riscontra soprattutto nei bambini.

Il problema dell’obesità nell’infanzia viene spesso sottovalutato, anche se interessa il 20% dei bambini.

Ciò accade perché si crede che un eccesso di peso dei bambini non sia una vera e propria malattia, anzi spesso possa anche giovargli oppure che il sovrappeso si risolva col passare degli anni.

L’obesità infantile, se non curata, può determinare problemi di varia natura.

Soprattutto a carico delle ossa, che il peso in eccesso tende a deformare, all’apparato respiratorio, come le apnee notturne, ai vasi sanguigni, come l’ipertensione e le malattie del cuore; e problemi al metabolismo, come il diabete e le dislipidemie.

È importante precisare che l’obesità infantile può essere anche una causa genetica, anche se nella maggior parte dei casi prevale l’obesità di natura alimentare.

 

Come risolvere il problema dell’obesità infantile?

 

Il problema dell’obesità infantile, comincia ad essere più evidente a partire dai 6/10 anni, e non viene mai trattato coi farmaci.

Bisogna iniziare a risolverlo innanzitutto conoscendo le abitudini alimentari del bambino e della famiglia, si punta sulla correzione delle abitudini alimentari e sull’impostazione di un nuovo stile di vita.

Quanto più precocemente si interviene, tanto più rapidi e soddisfacenti sono i risultati.

La cura dimagrante consigliata per il trattamento dell’obesità infantile può essere “normocalorica”, cioè assicurare l’apporto calorico adeguato per l’organismo del bambino.

Tale regime calorico è impostato in modo da non causare riduzioni drastiche di cibo, o “ipocalorico”, ossia prevedere una riduzione delle calorie rispetto al normale fabbisogno, pur rispettando l’apporto minimo di tutti gli elementi nutrizionali.

Spetta sempre al medico, in base all’entità del sovrappeso, alle caratteristiche del bambino e ai problemi eventualmente correlati all’eccesso di peso, decidere quale dieta prescrivere.

 

L’obesità nei ragazzi…

 

Una percentuale pari al 12% dei ragazzi italiani, soffre di obesità. Spesso l’adolescente non diventa obeso in questa fase della vita, ma si porta dietro il problema dall’infanzia.

In questa fase dell’età, si interviene con una dieta personalizzata e adeguata alle necessità specifiche del ragazzo, con la pratica di un’attività fisica da svolgere regolarmente, secondo le proprie capacità e attitudini.

Vi sono tuttavia dei rischi perché il giovane non riesca a rispettare il programma alimentare, come:

  • La demotivazione perché i risultati non sono immediati;
  • L’incapacità a resistere alle varie tentazioni alimentari;
  • La difficoltà ad accettare di modificare il proprio stile di vita;
  • La percezione dell’obesità come problema estetico e non come malattia che porta poi a problemi ben più seri.

 

Il supporto psicologico da parte dei genitori è importante, infatti devono cercare di motivarlo a rispettare il programma e a modificare progressivamente il suo stile di vita, magari mediante l’uso di un diario su cui riportare tutto ciò che mangia e gli obiettivi che ha conseguito e da conseguire.

 

L’obesità negli adulti invece….

Come abbiamo appena riportato all’inizio dell’articolo, l’obesità è spesso causata dall’assunzione di una grande quantità di calorie non smaltite.

Le armi per cercare di combatterla sono essenzialmente due:

  1. Introdurre meno calorie rispetto al necessario,
  2. Praticare attività fisica in grado di bruciare calorie.

 

Assumere meno grassi perché questi servono come riserva, ma non come fonte di energia immediata, mangiare frutta e verdura in abbondanza, e variare gli alimenti sono tra i capisaldi di un buon regime alimentare.

Rivolgersi sempre al medico curante o ad uno specialista per impostare un regime dietetico appropriato, evitate il fai da te, per non privare il corpo di alimenti importanti.

Mangiare soprattutto proteine, ad esempio, può comportare il sovraccarico del fegato, una riduzione del metabolismo, rendendo quasi del tutto inefficace la dieta ipocalorica, con un rapido aumento del peso non appena si interrompe la dieta.

“In medio stat virtus”

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