Aderenza, Compliance e Persistenza Terapeutica | Definizioni

Aderenza, Compliance e Persistenza Terapeutica | Definizioni

 

Aderenza, Compliance e Persistenza Terapeutica | Definizioni

 

Presupposto fondamentale per l’efficacia e la sicurezza di qualsiasi trattamento è la corretta e regolare assunzione delle cure prescritte dal medico.

Un’assunzione non corretta può determinare una riduzione del beneficio e/o un aumento del rischio associato alla terapia, alterando il rapporto rischio/beneficio del trattamento e causando un aumento della morbilità e della mortalità del paziente.

L’aderenza del paziente al trattamento farmacologico è decisiva per il buon esito della terapia (Sabatè E, 2003).

L’OMS ha definito l’aderenza come “il grado di corrispondenza tra il comportamento di una persona, nell’assumere un farmaco, seguire una dieta e/o modificare il proprio stile di vita, e le raccomandazioni concordate con un professionista sanitario”.

La compliance invece, è definita come il grado di coincidenza tra il comportamento del paziente e le prescrizioni del medico.

Definizione che spesso mostra un atteggiamento passivo del paziente ,che è spesso remissivo ad eseguire ordini, impartite dal medico.

Spesso i termini aderenza e compliance sono stati usati come sinonimi.

Il termine aderenza però include il concetto di scelta del paziente, con una responsabilità condivisa tra quest’ultimo ed il medico, che deve fornire istruzioni chiare sui farmaci.

Si valorizza quindi la libertà del paziente, che può decidere se aderire o meno alle raccomandazioni mediche (Cramer JA et al. 2008).

Un aspetto non secondario del termine aderenza, è che esso di riferisce all’adesione ai consigli ricevuti dai professionisti sanitari (compreso il farmacista) e non esclusivamente dal medico.

Un termine che si avvicina ad entrambi o che meglio può essere inteso come una sintesi dei due, è concordanza.

La concordanza non implica specificamente alcun aspetto riguardante l’assunzione del farmaco, ma si riferisce ad una specie di alleanza terapeutica che viene a crearsi tra il professionista sanitario e il paziente, ed assume quindi una valenza più ampia (Cramer JA et al.2008).

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Come viene espressa l’aderenza terapeutica?

 

L’aderenza viene espressa come percentuale delle dosi di farmaco prescritte che vengono effettivamente assunte dal paziente in un determinato periodo di tempo.

Includendo i dati relativi alla dose assunta (numero di pillole per ciascun giorno) ed ai tempi di somministrazione (in fasce orarie diverse), è possibile tracciare ciclicamente una buona aderenza ai trattamenti del singolo paziente.

 

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Che cos’è la Persistenza Terapeutica?

 

La persistenza viene espressa come il numero di giorni per i quali la terapia prescritta è stata disponibile al paziente e presumibilmente da lui assunta e può essere misurata alla fine di un periodo di tempo prestabilito (ad esempio, 6 mesi o 12 mesi).

La persistenza terapeutica è importante soprattutto per quanto riguarda i trattamenti farmacologici cronici.

Un paziente può essere persistente (in quanto prosegue la cura nel tempo), ma non aderente, in quanto assume meno farmaco di quanto viene prescritto.

Oppure può essere aderente, ma non persistente.

 

Nasce in farmacia,  il diario/agenda per tracciare una buona aderenza terapeutica, in pochi minuti al giorno…

farmAgenda – il diario della salute  

 

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